“And my dreams are strange dreams, are day dreams and grey dreams.

And my dreams are wild dreams and old dreams and new.

They haunt me and daunt me with fear of the morrow.

My Brothers they doubt me, but my dreams come true”

(Henry Lawson)

 

Viaggi in musica ma non solo, viaggi nel tempo, nella memoria.

Un viaggio accompagnato da note musicali che si spandono nella mia stanza accompagnate dal testo di una poesia di Henry Lawson. Looking forward… perché solo così si può sperare di raggiungere un sogno. Looking back… perché noi siamo tutto ciò che abbiamo lasciato alle spalle, che ci ha fatto piangere di tristezza o di gioia, un album di ricordi da sfogliare e nuove fotografie  ancora da scattare. Più sentieri si lasciano indietro, più strade ci saranno da percorrere.

Bello quando una canzone che ascolti la prima volta per caso diventa un po’ alla volta  “quella canzone”. La canzone che a fine giornata vuoi ascoltare per rilassarti e pensare che il non vedere l’ora di incontrare qualcuno o di fare qualcosa è un motore che deve essere tenuto acceso, sempre.

A fine giornata mi capita spesso di ripensare a come è andata, ai ragazzi che hanno ascoltato le mie parole, ai quali ho letto una poesia o spiegato un autore. A cosa avranno recepito e soprattutto a cosa avrò loro trasmesso. A fine giornata guardo indietro. A fine giornata guardo avanti. Un viaggio nel tempo, di un giorno, un anno, una vita. Looking forward and looking back…

Strani sogni sono i miei, le persone possono dubitare di me, ma i miei sogni diverranno realtà.

Ho pensato a tutto ciò ascoltando questa canzone:

Looking Forward, Looking Back